Cosa guardiamo quando facciamo lead?
Il numero di lead? Il costo per lead?
Spesso si sente parlare di qualità del lead, ma cosa la determina davvero?
Per noi l’obiettivo è sempre e solo uno: produrre lead che convertono e quindi acquistano i servizi del cliente.
Serve quindi una reportistica puntuale, efficiente e veloce tra chi genera i contatti e il reparto commerciale, oltre alla capacità di testare rapidamente, sapendo quando scalare senza “intasare” il reparto sales.

3 punti fondamentali
- Mappare fin da subito quanto volume può reggere il reparto commerciale.
- Creare automazioni che preparino il lead alle chiamate.
- Comunicare il numero da cui verranno chiamati e avere una prima comunicazione che dia tempo ai commerciali di chiamare.
Tracciare il valore dei lead e i tempi di conversione è essenziale per capire quanta latenza potenzialmente si ha tra il lancio delle campagne e l’ottimizzazione data-driven.
Il valore del tempo nella Lead Generation
Emerge che nella lead generation il tempo è il primo parametro da tenere in considerazione.
Velocità di risposta
Quando l’utente lascia il lead, si trova in uno stato emotivo conciliante e pronto a ricevere informazioni. Dobbiamo fare in modo di contattarlo il prima possibile, ma come fare?
- Se le campagne sono sempre attive, il contatto potrebbe avvenire di week-end o di notte. Ecco perché l’automazione è fondamentale:
- Crea un primo ponte con l’utente.
- Dà tempo per non perdere il momento caldo.
Domande chiave per educare l’utente:
- Da che numero verrà chiamato?
- In che orari avverrà la chiamata?
- Dopo quanto tempo (ore/giorni) avverrà il primo contatto?
- Ci sono informazioni che possiamo fornire, o magari piccoli percorsi sotto forma di questionario?
Tempo tra generazione del contatto e conversione/rifiuto
Partiamo da un esempio reale.
Supponiamo di vendere un servizio complesso che richiede:
- Almeno un paio di incontri telefonici.
- Un catalogo.
- Un possibile passaggio di un secondo commerciale (in presenza o con un’offerta specifica).
Tempo medio di chiusura tra lead e acquisto o rifiuto: 40 giorni.
In questo lasso di tempo, le campagne possono sembrare perfette:
- Costi per lead ottimi.
- Lead che rispondono.
Potrebbero non generare clienti paganti. Analizzando questo tempo, possiamo fornire al cliente una visione credibile del tempo di ottimizzazione e dell’entità del budget di test necessario per capire come muoversi.

Modello di monitoraggio
Questa non deve essere una scusa, anzi, da subito serve un modello di monitoraggio.
- Molti CRM o persino un semplice foglio Excel possono aiutare a capire come si muovono i lead all’interno del funnel.
- Ma non basta!
È fondamentale sapere:
- Le obiezioni e i dubbi dei lead che non diventano clienti.
- Come creare comunicazioni e asset creativi migliori per aiutare immediatamente il reparto commerciale.
Semplice e logico? Sì.
Facile? Per nulla.
Spesso si cade nell’errore di volere tanti lead perché i commerciali lavorano “a percentuale”, ma abbiamo bisogno anche di qualità.

Le piattaforme e la strategia
Quando lavoriamo nella lead generation, ci attiviamo per testare piattaforme come:
- Google Ads: con landing page dedicate.
- Meta Ads: con moduli o landing page.
- Automazioni: via email/messaggio.
- Eventuali pop-up: su sito o landing.
La comprensione del prodotto, del funnel e della tempistica è fondamentale e deve essere una precondizione prima di iniziare qualsiasi attività.